Alberto Zaccheroni, il primo tecnico italiano a guidare i Samurai Blue, ha iniziato nel migliore dei modi la sua avventura in Giappone vincendo con il suo famoso 3-4-3 la quarta Coppa d’Asia della storia del Sol Levante, battendo in finale i “socceros” australiani nell’edizione svoltasi in Quatar. |
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Al 109° minuto (si era ai tempi supplementari) Nagatomo fugge sulla fascia sinistra e mette in mezzo uno splendido pallone per il 18enne Lee, un ragazzo coreano naturalizzato giapponese da poco entrato in campo, che inventa uno splendido tiro al volo imprendibile per l’estremo difensore australiano. Una rete magnifica, in parte anche romagnola (viste le origini dell’allenatore e la squadra in cui milita Nagatomo, il Cesena), che permette a tutto il Giappone, ma anche in parte all’Italia, di festeggiare.
Alberto Zaccheroni si è rimesso in gioco, e per farlo non ha scelto una delle strade più facili: un paese lontano migliaia di chilometri, una cultura totalmente diversa da quella italiana, una lingua difficilissima e una federazione calcistica che, soprattutto a livello di nazionale, sta emergendo da poco più di venti anni.
Il tecnico di Cesenatico il 30 agosto 2010 era stato accolto con molta euforia dall’opinione pubblica giapponese, che lo considerava uno dei migliori tecnici del mondo. Nonostante lo scetticismo che regnava in Italia, ecco che Zac ha fatto ricredere tutti, lanciando una squadra di giovani (con un’età media di poco più di 23 anni) verso la vittoria continentale e guadagnando complimenti anche per la scelta di portare Tadanari Lee.
Il tecnico ha sempre creduto in questo gruppo e in questa nazionale, come testimoniano le sue parole nel dopo gara: “Eravamo molto stanchi, ma ho sempre detto che la forza di questa squadra è la sua compattezza - spiega il tecnico di Cesenatico - è grande la soddisfazione per una vittoria il cui valore è aumentato dalla caratura dell'avversario”. Il Giappone, oltre ad aver battuto l’Australia in finale, si era sbarazzato della forte Corea del Sud nella semifinale, in una partita bellissima e decisa soltanto ai calci di rigore.
La fama del buon Zac in Giappone è tale da aver ispirato un cartone animato a lui dedicato, la cui uscità è ancora avvolta dal mistero. Che la fase di purga di Zaccheroni, come molti l’hanno definita, sia giunta al termine?
Fonte: La Repubblica




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