
La catastrofe che ha colpito il Giappone l'11 marzo 2011 non si è limitata ai terribili terremoti e allo tsunami. Il paese sta lottando contro una enorme crisi nucleare che rischia di contaminare l'intero arcipelago e non solo, riportando a quel non lontano 1986, quando Chernobyl si fece conoscere al mondo per la catastrofe nucleare che colpì l'Europa intera.
Le notizie si susseguono di ora in ora e spesso sono molto contrastanti. A detta dell'Europa, questa è una tragedia apocalittica vera e propria, ma le autorità giapponesi rimangono ancora piuttosto ottimiste.
La crisi nucleare del Giappone - I problemi alle centrali
Come se non fossero bastati un terremoto e uno tsunami di proporzioni apocalittiche, il Giappone è coinvolto in una vera e propria lotta contro il tempo che coinvolge alcuni impianti nucleari situati proprio nella zona colpita dal cataclisma, in particolare nell'area di Fukushima.
Il sisma ha provocato lo spegnimento automatico di undici centrali nucleari da parte dei sistemi di emergenza, ma in alcune di queste la situazione sembra essere abbastanza grave. In particolare è la centrale di Fukushima a risultare maggiormente danneggiata. Il problema è stato il sistema di raffreddamento, che è stato pesantemente danneggiato e ha lasciato i quattro reattori nucleari privi di acqua. La prima esplosione c'è stata nel reattore n. 1, che ha provocato la distruzione della gabbia contenente il reattore e il crollo delle strutture esterne. Questa esplosione ha provocato un rilascio di radiazioni che corrisponderebbe a quelle che dovrebbero essere emesse in più di un anno. Le autorità hanno così deciso di evacuare tutti coloro che si trovavano in un raggio di 30 km dalla centrale. Ma, a peggiorare lo stato di questa crisi nucleare, tra lunedì 14 e martedì 15 marzo si sono seguite altre due esplosioni, che hanno interessato altri due edifici che contengono altrettanti reattori nucleari. La situazione non è molto chiara, anche a causa delle discordanti notizie che giungono dal Giappone e da altri paesi: c'è chi parla di una catastrofe inferiore di poco a quella di Chernobyl e chi invece parla di una crisi ben più contenuta rispetto a quella del 1986. Fatto sta che le radiazioni stanno raggiungendo anche l'area di Tokyo e il terrore di una crisi nucleare sta impazzando tra il popolo giapponese, già duramente colpito dalla natura. Sono diverse decine, probabilmente centinaia, le persone ufficialmente contaminate dalle radiazioni. Questa centrale nucleare era arrivata al suo 'pensionamento' e doveva essere sostituita in questo stesso anno. Casualità? Sfortuna?
Il sisma ha provocato lo spegnimento automatico di undici centrali nucleari da parte dei sistemi di emergenza, ma in alcune di queste la situazione sembra essere abbastanza grave. In particolare è la centrale di Fukushima a risultare maggiormente danneggiata. Il problema è stato il sistema di raffreddamento, che è stato pesantemente danneggiato e ha lasciato i quattro reattori nucleari privi di acqua. La prima esplosione c'è stata nel reattore n. 1, che ha provocato la distruzione della gabbia contenente il reattore e il crollo delle strutture esterne. Questa esplosione ha provocato un rilascio di radiazioni che corrisponderebbe a quelle che dovrebbero essere emesse in più di un anno. Le autorità hanno così deciso di evacuare tutti coloro che si trovavano in un raggio di 30 km dalla centrale. Ma, a peggiorare lo stato di questa crisi nucleare, tra lunedì 14 e martedì 15 marzo si sono seguite altre due esplosioni, che hanno interessato altri due edifici che contengono altrettanti reattori nucleari. La situazione non è molto chiara, anche a causa delle discordanti notizie che giungono dal Giappone e da altri paesi: c'è chi parla di una catastrofe inferiore di poco a quella di Chernobyl e chi invece parla di una crisi ben più contenuta rispetto a quella del 1986. Fatto sta che le radiazioni stanno raggiungendo anche l'area di Tokyo e il terrore di una crisi nucleare sta impazzando tra il popolo giapponese, già duramente colpito dalla natura. Sono diverse decine, probabilmente centinaia, le persone ufficialmente contaminate dalle radiazioni. Questa centrale nucleare era arrivata al suo 'pensionamento' e doveva essere sostituita in questo stesso anno. Casualità? Sfortuna?
La crisi nucleare del Giappone - Ricadute sull'economia
Anche l'economia sta vivendo una enorme crisi. Già lunedì e martedì successivi al terremoto la Borsa di Tokyo ha registrato un pauroso calo, così come molte altre borse mondiali. Diverse aziende giapponesi hanno dovuto sospendere le produzioni e molti prodotti finiti sono andati distrutti, essendo l'area colpita uno dei centri nevralgici della produzione giapponese. A peggiorare la situazione ci saranno sicuramente le successive conseguenze di questa crisi nucleare, che potrebbe portare a dubitare della qualità del Made in Japan.
La crisi nucleare del Giappone - La reazione dei Giapponesi
Nonostante tutta questa surreale situazione e la crisi nucleare che hanno da poco colpito un paese al cui molti si sentono legati per vari motivi, il popolo giapponese sta rispondendo con molta dignità, non mollando e cercando, per quanto possibile, di guardare al futuro. Tutti sono in fila per aspettare un autobus o per avere le razioni di acqua e cibo, senza creare ulteriore panico, stanno cercando il più possibile di mantenere un atteggiamento che non provochi ulteriore confusione. Probabilmente sanno che la situazione è la più difficile dalle bombe atomiche del 1945 e in molti vive già la speranza di una rinascita. Subito dopo il terremoto moltissmi giapponesi residenti lontano dalle zone colpite si sono recati nei supermercati per acquistare ogni cosa potesse essere utile agli sfollati. Il sindaco di Tokyo ha definito il terremoto e il conseguente tsunami come 'un aiuto dal cielo, perchè i giapponesi avevano perso la loro consapevolezza di essere un popolo, pensando solo singolarmente'. I giapponesi stanno dando una lezione di vita al mondo intero, non stanno con le mani in mano ad attendere qualcuno o qualcosa che possa aiutarli. Stanno facendo, nel loro piccolo, quanto più possibile per sé stessi e per il loro paese.
Daniele
Daniele


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